Dal momento che hai intenzione di metterti in ghingheri per le feste, fallo con un buon drink in mano

[AUTORE: DAVID REMÁRTINEZ]

 

In qualità di cibo raffinato, a tavola i frutti di mare e i crostacei meritano i giusti onori. Qualcosa che nasce in mare e riunisce sapori dolci e salini, deve essere accompagnato da una bevanda all’altezza, quindi oggi vi proponiamo una serie di drink di alto livello, perché possiate sentirvi unici mentre succhiate cardi e decapitate gamberetti come se foste appena usciti dal periodo di Neanderthal.

Cosa c’è di meglio che abbinare dei cocktail a frutti di mare e crostacei per sentire che abbiamo raggiunto uno stadio della vita in cui l’eleganza è diventata naturale in tutti i nostri gesti quotidiani, dal salutare un ambasciatore a un ricevimento, fino a gettare la spazzatura fuori dal portone indossando pantofole di pelo? Bisogna aver classe, soprattutto nei giorni di festa. E frutti di mare, crostacei e alcool sono stati appositamente creati per le feste. Nessuno ha ancora trovato loro una funzione migliore. Ecco perché vi offriamo un elenco di cocktail che porteranno i vostri ricevimenti a un livello superiore di quello delle cene con vino bianco (che vanno bene, chiaro, ma finiscono per annoiare).

Sapete bene che l’associazione di cibi e bevande che esaltino i reciproci sapori si definisce abbinamento, maridaje in spagnolo: una parola che in origine si riferiva all’accoppiamento di uomo e donna nel sacro vincolo del matrimonio. Al giorno d’oggi possiamo sposare qualsiasi cosa: uomo, donna o Neanderthal; o gambero; o un drink decorato con una scorzetta di limone. Basta solo seguire alcune semplici istruzioni, prima e dopo. Quelle del “prima” sono essenzialmente due: le bevande fortemente alcoliche potenziano il piccante e il salato, quelle dolci li compensano. La seconda istruzione è nota a tutti: le bevande molto alcoliche, consumate in abbondanza, alterano parecchio la dizione del commensale, la sua percezione dell’altrui amicizia e la sua capacità di stimare le distanze fisiche, equilibrio verticale compreso.

 

Mojito e gamberi al curry

Un classico. Una specie di combinazione intercontinentale, con la freschezza dei Caraibi e il fuoco dell’Oriente. Il mojito di fatto serve a esaltare il piacere di qualsiasi crostaceo, che si tratti di un’aragosta alla griglia (la cui carne sia stata precedentemente intinta in burro e sale con un po’ di peperoncino, per esempio) o della proposta che vi facciamo:  gamberi al curry. Poiché secondo la leggenda questo cocktail nacque in una barca, quella del corsaro Francis Drake, come preparereste concretamente un mojito? Beh, con un album della Ricardo Ray Orchestra a tutto volume, e poi rum, limone, menta, zucchero di canna e ghiaccio tritato. Vi indicheremmo delle quantità specifiche, ma tutti sanno che il mojito varia dal primo all’ultimo giro, mentre vengono preparati in gruppi successivi, di solito al ritmo delle risate generali e della musica. Quindi dateci dentro con Ricardo Ray e il suo fantastico mix.

 

Martini dry con i percebes

O con il caviale, se i soldi vi escono dalle orecchie. O con le uova di trota, un’alternativa più economica e molto saporita. Ma con i percebes è pazzesco, vi avverto. Il Martini Dry, il cocktail per antonomasia, la madre di tutti i mix alcolici, quello che i protagonisti di Mash adoravano (millennial, andate su YouTube), deve essere ben carico, al punto da soddisfare un agente segreto internazionale. Vi proponiamo quello tradizionale con gin (molto secco), ma se vi sentite disperatamente cinematografici potete anche prepararlo con vodka agitata, non mescolata. La composizione del Dry è tanto semplice quanto magica: gin, vermouth secco e ghiaccio. Vi suggeriamo quattro o cinque parti di gin e una di vermouth. Senza pena. Li versate in un mixer pieno di ghiaccio fino all’orlo e mescolate con un cucchiaino lungo per quattro volte da 15 secondi ciascuna, due a destra e due a sinistra. Se possibile, agitando i fianchi all’unisono. Colate nei bicchieri e decorate con il limone. Il sale che verrebbe fornito dall’oliva (aggiunta per esaltarne il sapore) sarà fornito dai percebes o dalle uova di trota. O dalla bottarga, se è in offerta.

Cocktails of the Movies: An Illustrated Guide to Cinematic Mixology / Stacey Marsh

Cosmopolitan con cardi

Una combinazione radicalmente opposta alla precedente. Il Cosmopolitan, reso popolare da Madonna prima e da Carrie Bradshaw poi, ha un tocco dolce che, mescolandosi in bocca con il gusto profondo dei cardi, vi fara venire gli occhi alla Sponge Bob. Vi consigliamo di cuocere i cardi in padella con olio, aglio, pepe di cayenna e nient’altro, tranne il coperchio per il vapore. Il Cosmopolitan, ovviamente, ha bisogno di uno shaker. Metteteci mezza dozzina di ghiaccioli tritati, 4 centilitri di vodka; 3 di succo di mirtillo rosso; 1,5 di Cointreau (o un triplo secco) e 1,5 di succo di limone. Agitate come se la vostra vita dipendesse da quello, filtrate e servite in ​​un bicchiere. In teoria, l’alchimia andrebbe perfezionata con una scorza d’arancia flambée, ma quasi la aggiungeremmo senza bruciarla, visto che abbiamo già una discreta quantità di alcool in corpo.

 

Cocktails of the Movies: An Illustrated Guide to Cinematic Mixology / Stacey Marsh

Aperol Spritz con qualsiasi frutto di mare o crostaceo

Ecco il nostro ultimo abbinamento, che includiamo per la popolarità che l’Aperol si è conquistato come aperitivo amabile e leggero. La sua morbidezza, in cui l’amaro è appena un accenno, lo rende un partner perfetto per qualsiasi crostaceo o frutto di mare vogliamo servire: alla griglia, cotto o con la pasta, che nel nostro caso sarebbe perfetta. L’Aperol Spritz è preparato con il liquore che gli dà il nome, mescolato con vino spumante (maggiore le qualità, migliore il risultato) e del seltz. Le parti sarebbero 2, 3 e 1, rispettivamente, sebbene sia normale abbinarle a occhio. Accompagnate con alcune capesante e divertitevi cantando gli Wham! in un inglese perfettamente farfugliato.

 

[ FOTOGRAFIA DI COPERTINA: MARCUS HANSSON ]

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